Palazzo Labia

Uno dei più importanti palazzi della città costruito tra la fine del XVII e l’inizio del XVIII secolo, prende il nome dai Labia, mercanti catalani, entrati durante la guerra di Candia, nel novero delle famiglie patrizie veneziane, dietro l’esborso di una forte somma di denaro (100 mila ducati). I Labia che spesero somme ingentissime per l’arredo del palazzo, chiamarono ad affrescarlo GB. Tiepolo, che assieme al quadraturista Mengozzi Colonna, iniziò il grande ciclo dedicato alle storie di Cleopatra, visitabile su appuntamento. Parte del palazzo è, attualmente, sede RAI. Fu qui che il proprietario del palazzo dopo il pranzo gettò, come è tradizione popolare, delle suppellettili nel canale sottostante, esclamando boriosamente: «Le abia, o non le abia, sarò sempre Labia». Si crede però che si fosse in quell’occasione tirata una rete sotto il canale, e che apposite barche abbiano poco dopo ripescato la preziosa mercanzia, riportandola a chi ne era padrone.

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