Chiesa di San Polo

I dogi Pietro e Giovanni Tradonico fondarono la chiesa di S. Paolo, volgarmente «S. Polo», nell’837. Non si sa se la chiesa tanto antica abbia avuto nei secoli trascorsi alcuna rinnovazione, o restauro, ed è forse perciò, che da certi scrittori se ne attribuisce la fondazione a famiglie diverse, le quali soltanto l’avranno rifabbricata. Essa fu ridotta alla forma presente da David Rossi nel 1805. Ebbe compimento nel 1838, e poco dopo fu consacrata dal patriarca Monico. Il suo campanile venne finito per opera di Filippo Dandolo, procuratore della fabbrica, e sopra di esso si può scorgere due leoni, l’uno dei quali ha il collo avvinchiato da un serpente, e l’altro tiene fra le zampe una testa umana tronca dal busto, allusione, giusta alcuni, alla trama ed alla punizione di Marin Faliero. La chiesa di «S. Polo» era anticamente parrocchiale, ma nel 1810 si ridusse a succursale di S. M. Gloriosa dei Frari. Opere di Jacopo Tintoretto, Vittoria, Veronese, Palma il Giovane e le splendide stazioni della Via Crucis di Gian Domenico Tiepolo, visitabili nella sacrestia.

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